Previdenza professionale: buona situazione finanziaria dopo tre anni positivi per gli investimenti / Focus su rischi strutturali e governance
Berna, 12.05.2026 — Dopo tre anni consecutivi di risultati positivi degli investimenti, alla fine del 2025 la situazione finanziaria degli istituti di previdenza è ulteriormente migliorata. Il rendimento patrimoniale netto medio è stato del 6,1 per cento (2024: 7,4 %). Alla fine del 2025 gli istituti di previdenza presentavano un grado di copertura medio del 117,1 per cento (2024: 114,7 %). Gli assicurati attivi hanno nuovamente beneficiato di un’elevata remunerazione dei loro averi di vecchiaia, pari in media al 4,33 per cento (2024: 3,76 %). Nonostante gli accresciuti rischi a livello geopolitico ed economico, come pure la maggiore volatilità dei mercati, la maggioranza degli istituti di previdenza è ben preparata per affrontare situazioni di mercato più difficili grazie alle riserve costituite.
Il 12 maggio 2026 la Commissione di alta vigilanza della previdenza professionale (CAV PP) ha pubblicato i dati più recenti sulla situazione finanziaria degli istituti di previdenza. Il rilevamento tempestivo dei dati degli istituti di previdenza, incentrato sui rischi e uniforme a livello nazionale, consente di avere una visione d’insieme aggiornata della situazione finanziaria del sistema della previdenza professionale al 31 dicembre 2025.
Gradi di copertura ulteriormente migliorati e riserve potenziate
Nel 2025 l’andamento degli investimenti in capitale è stato positivo: sia i mercati obbligazionari che quelli azionari hanno registrato buoni risultati. Il rendimento patrimoniale netto medio si è attestato al 6,1 per cento (2024: 7,4 %) presso gli istituti di previdenza senza garanzia dello Stato e senza assicurazione completa e al 6,2 per cento (2024: 7,2 %) presso quelli con garanzia dello Stato.
L’andamento positivo degli investimenti si è tradotto in un ulteriore aumento dei gradi di copertura dei singoli istituti di previdenza, attestatisi in media al 117,1 per cento (2024: 114,7 %) presso gli istituti di previdenza senza garanzia dello Stato e senza assicurazione completa, e al 91,3 per cento (2024: 88,3 %) presso gli istituti degli enti di diritto pubblico con garanzia dello Stato. Alla fine del 2025 praticamente nessun istituto di previdenza senza garanzia dello Stato e senza assicurazione completa (2024: 1 %) si trovava in una situazione di copertura insufficiente, vale a dire con un grado di copertura inferiore al 100 per cento.
Inoltre, sono state potenziate le riserve di fluttuazione di valore: alla fine del 2025 il 75 per cento degli istituti (2024: 53 %) raggiungeva almeno il 75 per cento del proprio valore obiettivo.
Elevata remunerazione degli averi di vecchiaia
Grazie alla buona performance media degli investimenti nell’anno in esame, la remunerazione media degli averi di vecchiaia degli assicurati attivi è stata del 4,33 per cento (2024: 3,76 %). A titolo di confronto, secondo l’Ufficio federale di statistica nel 2025 il rincaro annuo in Svizzera è stato dello 0,2 per cento (2024: 1,1 %). Nell’anno in esame, dunque, su gran parte dei capitali di previdenza è stato corrisposto un tasso d’interesse notevolmente superiore al tasso d’interesse minimo LPP previsto, che dal 2024 è dell’1,25 per cento.
Contesto stabile a fronte di crescenti incertezze, ma rischi strutturali
Pur in presenza di contesto stabile sul fronte degli istituti di previdenza, esso resta caratterizzato da una certa volatilità. Nel 2025 i conflitti geopolitici e le incertezze economiche hanno comportato maggiori fluttuazioni di mercato. In generale, grazie alle potenziate riserve di fluttuazione di valore la maggioranza degli istituti è attualmente in grado di affrontare anche situazioni di mercato più difficili o di attenuarne le ripercussioni.
Al contempo, emergono notevoli differenze tra i vari tipi di istituto di previdenza: quelli in situazione di concorrenza – ovvero gli istituti collettivi e comuni – presentano in media gradi di copertura più bassi degli istituti aziendali (114,5 % contro 119,5 %). Tra le principali cause degli accresciuti rischi presso gli istituti di previdenza in situazione di concorrenza figurano le strategie di crescita: nella pratica, la crescita comporta sempre una diluizione delle riserve di fluttuazione di valore esistenti. Ciò si riflette in gradi di copertura più bassi e riduce la capacità di rischio.
Vigilanza incentrata sui rischi e rafforzamento della governance
Considerato che circa tre quarti degli assicurati attivi sono affiliati a istituti collettivi o comuni, questi istituti rivestono un’importanza fondamentale. Nell’ambito della loro vigilanza incentrata sui rischi, la CAV PP e le autorità di vigilanza regionali reagiscono con apposite misure ai conflitti d’interesse tra crescita a breve termine e stabilità finanziaria a lungo termine nonché tra operatori e assicurati.
All’inizio del maggio del 2026 la CAV PP ha per esempio emanato direttive sui requisiti minimi per i negozi giuridici degli istituti di previdenza con persone vicine, al fine di precisare le disposizioni giuridiche vigenti. Le direttive mirano a evitare che a causa di conflitti d’interesse si possano realizzare vantaggi non conformi alle usuali condizioni di mercato a scapito degli istituti di previdenza e dei loro assicurati. In questo modo la CAV PP intende rafforzare ulteriormente la vigilanza e la governance.
Conferma della necessità di intervenire sul piano legislativo
Le sfide individuate dalle autorità di vigilanza e dalla CAV PP sono riconosciute anche a livello politico. Il rapporto redatto dal Consiglio federale in adempimento del postulato sulla valutazione della riforma strutturale affronta temi fondamentali quali gli istituti collettivi e comuni, la governance e l’attività di brokeraggio, confermando la necessità di intervenire sul piano legislativo.
La CAV PP analizzerà approfonditamente il rapporto e proseguirà il dialogo specialistico con gli attori centrali del sistema di vigilanza, in particolare con le autorità di vigilanza regionali e cantonali. Un parere in merito sarà pubblicato prima delle vacanze estive.
Commissione di alta vigilanza della previdenza professionale (CAV PP)
La Commissione di alta vigilanza della previdenza professionale (CAV PP) è una commissione decisionale indipendente, le cui attività sono interamente finanziate per mezzo di tasse ed emolumenti. La vigilanza diretta sugli istituti di previdenza compete a sette autorità di vigilanza regionali del luogo in cui gli istituti hanno sede. L’alta vigilanza su tali autorità è esercitata dalla CAV PP e non è soggetta né alle istruzioni del Parlamento né a quelle del Consiglio federale. La CAV PP esercita anche la vigilanza diretta sulle fondazioni d’investimento nonché sul fondo di garanzia e sull’istituto collettore. È inoltre competente per l’abilitazione dei periti in materia di previdenza professionale.
Per tutelare in modo responsabile, guardando al futuro, gli interessi finanziari degli assicurati, la CAV PP esercita una vigilanza uniforme incentrata sui rischi. Con le sue misure e le sue decisioni, che si inseriscono in un contesto macroeconomico a lungo termine, l’autorità intende migliorare costantemente la sicurezza del sistema, la certezza giuridica e la garanzia della qualità.
A tutela dei fondi previdenziali degli assicurati, la legge prevede una gestione degli istituti di previdenza incentrata sui rischi.
L’attività di vigilanza deve essere organizzata di conseguenza. Secondo la legge, la Commissione può impartire istruzioni per le autorità di vigilanza o per l’attività dei periti in materia di previdenza professionale o degli uffici di revisione.